venerdì 5 giugno 2009

un attimo di concentrazione...

...si rende necessaria, perché dietro a quella "X" fatta sul cartoncino con la matita copiativa si cela in via potenziale un futuro. E aldilà dei sondaggi, che matematicamente e retoricamente cercano di scavare in questo futuro ancora di là da venire, aldilà di calcoli a matrice incrociando statistiche, liste, voti e payoff, mi concentrerò sul desiderio che si nasconde dietro la mia "X".

Certo, è stupido. Certo, è irrealistico. Certo, è anacronistico. Si può anche arrivare a dubitare della correttezza degli spogli, dando retta al sentire comune. Quel sensemaking che ha portato con gli anni a considerare il gesto del voto come privo di significato, un atto bypassabile perché in fondo "si sa già come vanno poi le cose".

Mentre in teoria il voto in sé è l'espressione di una democrazia, è il gesto simbolico nella quale si realizza, ne è la sintesi più alta, benché noiosa e burokraticosa. Questo ideale è stato in qualche modo minato alla radice, la rappresentazione del voto si è inserita in frame pericolosamente svalutativi, unita a delusione e rancore. Un atteggiamento condannabile? Quando un qualsiasi attivista si trova a parlare con un laissez faire elettorale i toni tipicamente si infiammano, ideale democratico vs senso comune.

Insomma, dove stia la ragione e dove il torto, al solito, è una questione di punti di vista. Ciò che non è opinabile è che anche un singolo voto produce effetti reali. E in base a questo ognuno effettui la propria scelta.

Un breve ripasso...

Il 6 giugno dalle 15:00 alle 22:00 e il 7 giugno dalle 7:00 alle 22:00 si vota in tutta Italia, in seguito all'accorpamento voluto dal ddl 3/2009 Disposizioni urgenti per lo svolgimento nell’anno 2009 delle consultazioni elettorali e referendarie, per tre organi diversi.

PARLAMENTO EUROPEO.
I 27 Stati componenti votano per i 750 deputati del Parlamento Europeo, che siederanno raggruppati per appartenenza politica e non per provenienza. Il numero di seggi spettante ad ogni Stato è proporzionale alla popolazione, per l'Italia ne sono previsti 72.
Materialmente il voto di lista potrà essere espresso con un contrassegno sul cerchio; il voto di preferenza invece (3 preferenze per quasi tutte le liste tranne quelle di minoranze linguistiche)
trascrivendo sulla riga nome-cognome o solo cognome di quanti sono oggetto di preferenza.
Qui sotto la scheda, di colore diverso a seconda delle circoscrizioni elettorali (un po' di stile non fa mai male).


AMMINISTRATIVE: PROVINCIALI.
Si vota per il Consiglio Provinciale e il Presidente (la Presidentessa?) della Provincia. Quest'ultimo viene eletto secondo il sistema maggioritario, ovvero passa immediatamente se ha ricevuto il 50% delle preferenze, se no con meno del 50% va al ballottaggio in un secondo turno con l'eventuale concorrente. Per i consiglieri provinciali il sistema di seggi è un po' più complesso, attraverso l'attribuzione di quozienti attraverso funzioni incasinate. Si può votare per la lista (contrassegno sul cerchio), per diffondere il proprio voto a candidato Presidente e Consigliere. Si può anche votare per un candidato alla Presidenza, con un contrassegno sul rettangolo. Si può infine votare per un singolo candidato al Consiglio, ma in questo caso il voto passa anche al candidato alla Presidenza.

AMMINISTRATIVE: COMUNALI.
Circa 216 Comuni con più di 15000 abitanti sono chiamati ad eleggere il proprio Sindaco (di nuovo, la propria Sindaco?); si potrà mettere una "X" sul cerchio, scegliendo così lista (e candidato a Sindaco correlato). In alternativa segnando il rettangolo si voterà per il singolo candidato a Sindaco, e solo a lui andrà la preferenza. Si potranno poi segnare candidato a Sindaco e lista correlata, ma anche una lista diversa, situazione questa che prende il nome di voto disgiunto. Sulla riga vuota sarà possibile esprimere una preferenza per il Consiglio Comunale.


Buona fortuna!

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