lunedì 28 dicembre 2009

Affari privati


Io non voglio essere paranoico. Ci sto provando con tutte le mie forze, anche se ormai mi sto riempiendo di teorie sul controllo, di micropsicologia della manipolazione, di riflessioni tattiche sulle strategie di dialogo che sistematicamente vengono messe in atto da questa Maggioranza, anche se non sono modalità ristrette a Palazzo Chigi, ma anzi parte di un cambiamento culturale molto più ampio (avete presente? piagnucolare, gridare, sentirsi aggrediti, porsi sempre come vittime per darsi l'alibi a scatenare la più populista e frustrata delle aggressività).

Ci provo a non essere paranoico, e a pensare in modo sistemico a tutto ciò che sta avvenendo, ma non riesco proprio a fidarmi. Sotto gli occhi passano cose che fanno rimanere allibiti, cose che farebbero gridare al golpe ogni Parlamento, e che invece sembrano ormai cose alle quali siamo assuefatti. L'esercito italiano sta per diventare con l'approvazione della prossima finanziaria una società per azioni; con tutti i crismi, ovvero CdA, AD, dirigenti, azioni etc.

Potrà disporre di cifre dai 3 ai 5 miliardi di euro, da investirsi secondo regole che ancora non esistono: il tutto verrà stabilito da un decreto futuro di La Russa. Evidentemente questo governo abusa della fiducia, non solo come forma di voto, ma anche come sentimento. Mi sta bene che tutti pensino che La Russa farà buon uso della Difesa Servizi s.p.a., ma che da questo pensiero si arrivi ad approvare una legge golpe forse è troppo.

Va bene, non voglio essere paranoico. Mi convinco del fatto che privatizzare più di 110 mila persone armate non sia pericoloso. Rimane però un fatto: perché continuare a creare organizzazioni private finanziate da denaro pubblico? In base a quali criteri verranno scelte le persone da mettere ai vertici? E' giusto immettere sul mercato una società di fatto monopolistica? E' normale che un ministero, privatizzandosi, inizi ad avere stakeholder? in teoria non dovrebbero essere i cittadini a contare come portatori di interessi in una repubblica? Che senso ha insomma, perché nessuno ne parla?

Fonte: L'Espresso