Prevedeva un sistema misto, con 3/4 a vocazione maggioritaria e 1/4proporzionale con sbarramento. Per la parte maggioritaria il territorio nazionale veniva suddiviso in 26 circoscrizioni, ulteriormente divise in collegi uninominali per un totale di 475 per la Camera e di 232 per il Senato; nei collegi uninominali si votava un singolo candidato collegato a una lista, con l'esito di un rapporto di 1:1 tra il candidato che avesse ricevuto la maggioranza relativa nel proprio collegio e il seggio nell'organo di Parlamento.
Ogni candidato afferiva a una Lista, alla quale i voti venivano assegnati su una scheda a parte, quella del proporzionale: i partiti avevano potere decisionale sul restante 1/4 proporzionale, consistente in 155 seggi alla Camera e 83 al Senato, che venivano assegnati alle coalizioni vincenti (su base regionale per il Senato) a patto che superassero lo sbarramento del 4%. La clausola dello scorporo prevedeva anche che nell'1/4 proporzionale venissero favorite le Liste con meno candidati eletti nei collegi uninominali, tramite il meccanismo dello scorporo: se in collegio candidato 1 (collegato a Lista A) ottiene x voti più del candidato 2 (collegato a Lista B) nella parte dei 3/4 maggioritari, quella differenza x viene sottratta alla Lista A nella restante parte proporzionale, nella quale in pratica le liste sfavorite ricevevano il sostegno dei voti scorporati dai singoli collegi.
Problema 1) le liste civetta, una specie di bad company elettorale: invece che ricollegarsi alla Lista A, il candidato 1 si collega alla Lista Y, che ha la sola funzione di bacino di voti da sottrarre che non pesa in alcun modo sulla lista reale;
Problema 2) lo scopo del "Mattarellum" era il bipolarismo, di fatto irrealizzabile in Italia, dove l'estremo radicamento nella dimensione locale, specifica, rende impossibile l'omogeneità a livello nazionale; per cui la realizzazione sono stati cartelli elettorali come Ulivo e Polo, in cui confluivano realtà molto eterogenee, piuttosto che due veri propri partiti.
Basata sull'idea di un sistema proporzionalecorretto, si realizza nell'abolizione dei collegi uninominali, per cui rimangono solo le 26 circoscrizioni all'interno delle quali le liste sono bloccate, ovvero è impossibile esprimere una preferenza per un candidato. Il premio di maggioranzaattribuisce automaticamente il 55% dei seggi (su base nazionale per la Camera, ovvero 340 seggi, su base regionale per il Senato) al partito con la maggioranza relativa. Le soglie di sbarramento sono del 10% per le coalizioni, del 2% per le liste in coalizione e del 4% per le liste indipendenti. Si tratta in pratica di una modifica che, oltre a contraddire l'esito del Referendum del '93 che sostanzialmente reintroduce il sistema maggioritario in Senato, va nella direzione di un maggiore scollamento degli elettori rispetto ai loro rappresentanti: si vota il contenitore (il partito), e ci si affida al suo amministratore per la decisione sul contenuto. È un sistema di voto che sostituisce un atto di fiducia alla partecipazione nella scelta dei propri rappresentanti, allontanandosi di un ulteriore gradino dalla possibilità di una democrazia diretta.
La parola è libera. Libera in virtù di una libertà umana, che non è un delirio di onnipotenza creazionista. Libera piuttosto perché può concedersi un clinamen, flessibilità; libera di dedicarsi alla ricerca della verità, di riflettere su se stessa per dare un significato esatto o anche solo stabile al mondo, squadrando il linguaggio e la realtà con il taglione. Ma anche libera di opporsi a chiunque cerchi di imporle uno statuto di esistenza. La parola è libera di assumere drammaticamente forme artistiche, per trasmettere all’essere umano la sensazione di ciò che è sublime o di ciò che è tremendo. Libera di dipingere mondi ideali e perfetti, che si reggono sulla giustizia e sulla legge, o violenti, basati su forza e sopraffazione. Libera all’infinito, eppure vincolata alla socialità della semantica e alla biologia della sintassi. Libera di sfuggire sempre, anche immediatamente, da qualsiasi gabbia di senso da essa stessa creata. Libera di creare, attraverso le storie, la Storia.
La dinamica tra top (chi sta sopra, ma anche chi comanda, attivo) e bottom (chi sta sotto, ma anche chi esegue o subisce, passivo) è assai diversa di quella tra un uomo e una donna, bianco e nero o alta borghesia e ceto operaio. Questi sistemi sono ingiusti perché assegnano privilegi basati su razza, genere e classe sociale. Durante un incontro S/M, i ruoli sono acquisiti e usati in modi molto diversi. Se non piace essere un top o un bottom, basta invertire registro. Si provi a farlo col sesso biologico o con l'etnia o con lo status socioeconomico.
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