Una campagna di minacce che si è estesa per tutto un semestre, ma che non ha mai fermato le indagini, culminate a fine giugno nella ricostruzione degli accordi tra diverse 'ndrine e a luglio nella scoperta della cupola lombarda.
giovedì 26 agosto 2010
In breve...
Poco prima delle due di notte in via Rosselli, al limite della zona di Parco Casoria, esplode un ordigno davanti al portone del condominio dove abita il Procuratore Generale di Reggio Calabria, Salvatore DI LANDRO; la bomba, confezionata con tritolo e dotata di miccia a lenta combustione, provoca danni ai vetri di porte e finestre vicine, ma non c'è nessun ferito. Giunti immediatamente sul luogo dell'esplosione Carabinieri, Polizia di Stato e PM, già dalle prime investigazioni hanno dato per scontata la matrice mafiosa, per il modo adottato e perché le 'ndrine si erano già fatte avanti in precedenza in episodi minatori diretti allo stesso DI LANDRO e ad altri magistrati a lui vicini: risale a gennaio l'esplosione di un'altra bomba davanti alla sede della procura di Reggio (piazzata da due persone su una moto, di cui è stato impossibile ricostruire i volti dalle immagini delle telecamere), nonché il ritrovamento di un'auto carica di armi proprio nel giorno in cui il Presidente NAPOLITANO (giunto a Reggio Calabria per esprimere la propria solidarietà) ha lasciato la città, a gennaio e maggio invece l'invio di due lettere minatorie ai pm Giuseppe LOMBARDO e Antonio DE BERNARDO della Direzione Distrettuale Antimafia Reggina, a maggio il recapito di una busta contenente un proiettile al Procuratore della Repubblica Giuseppe PIGNATONE e infine ai primi di giugno la manomissione dell'auto dello stesso DI LANDRO.
Una campagna di minacce che si è estesa per tutto un semestre, ma che non ha mai fermato le indagini, culminate a fine giugno nella ricostruzione degli accordi tra diverse 'ndrine e a luglio nella scoperta della cupola lombarda.
Una campagna di minacce che si è estesa per tutto un semestre, ma che non ha mai fermato le indagini, culminate a fine giugno nella ricostruzione degli accordi tra diverse 'ndrine e a luglio nella scoperta della cupola lombarda.
L'esito dell'incontro a villa Campari tra BERLUSCONI e una delegazione leghista è una conferma del no secco di BOSSI all'intesa con CASINI, circostanza che diminuirebbe il suo potere contrattuale con il Premier, ma anche una dichiarazione di intenti chiara, contro il voto anticipato e a favore invece di un proseguimento dei lavori di governo, rispetto ai quali forse (facendo leva su TREMONTI) ritiene di potersi giocare un ruolo decisivo. Immediata la risposta dalla segreteria dell'Udc che fa sapere di non essere interessata ad accordi con PdL e Lega, nonché quella di BOCCHINO, che dichiara di essere in linea con il Premier e con il desiderio di proseguire, discutendo e senza aut-aut, i lavori sui cinque punti; un memorandum sul fatto che il gruppo FLI non è ancora uscito istituzionalmente dal PdL, che può suonare come un monito se si considera che forse, con l'ammorbidimento dichiarato ieri dei Probiviri, questa uscita non avverrà mai. Intanto DI PIETRO gongola di fronte all'inversione di rotta sul voto anticipato, segnale del timore delle urne, mentre BERSANI ricorda che non bastano due chiacchiere al Lago Maggiore per risanare politicamente lo strappo (purtroppo ha torto) e ipotizza la possibilità di un nuovo Ulivo contro BERLUSCONI, contraddicendo quanto affermato proprio ieri da VELTRONI.
Dopo lo psicodramma dei tre operai della Fiat di Melfi, sigillato dalla risposta di NAPOLITANO bene accolta dai Sindacati, TREMONTI esordisce con una breve ma intensa raffica di dichiarazioni: dal palco del Berghem Fest afferma che la legge 626 è un lusso che l'Italia non può permettersi, accusando anche l'Europa di essere troppo severa in merito, mentre poco dopo dal Meeting di CL di Rimini afferma che diritti troppo perfetti spingono alla delocalizzazione; risponde anche alla proposta di BONANNI circa l'adozione di un modello gestionale tedesco, partecipato, affermando che questa deve realizzarsi più come remunerazione proporzionale agli utili che come ampliamento del potere decisionale degli operai. Intanto Emma MARCEGAGLIA, dopo aver difeso ieri la posizione di MARCHIONNE, dallo stesso palco annuncia l'inizio dei lavori sulle deroghe al CCNL, sistematizzando quelle che finora sono state iniziative singolari e disarticolate. Intanto risale a ieri la notizia di due gravi incidenti sul lavoro, uno in Puglia e uno in Campania.
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