mercoledì 1 settembre 2010
Il processo breve-lungo, ovvero l'ippogrifo giuridico.
Anche l'ultimo focolaio di inneggiamento alle elezioni anticipate si è spento: ora anche BOSSI è rientrato nelle fila di una maggioranza che torna a mostrare compattezza, e che può quindi tornare a occuparsi del più grande perseguitato di sempre. Proprio su questo argomento BERLUSCONI ha tenuto ieri con GHEDINI e ALFANO un vertice a Palazzo Grazioli che ha coinvolto anche Gianni LETTA, TREMONTI e FRATTINI (che avrebbe suggerito la bozza di una lettera da mandare ai colleghi europei per spiegare la necessità del processo breve), con lo scopo di far ripartire il testo di 26 articoli votato in Senato e arenatosi ad aprile per la dichiarazione di incostituzionalità da parte del C.S.M. L'attenzione è focalizzata in realtà su una piccola clausola della Riforma (che coinvolge molti punti, per esempio la separazione delle carriere): la norma transitoria, che include anche processi in corso, trasformando la legge in un'amnistia camuffata.
La legge sul processo breve è di fatto una legge tagliola, perché blocca i processi in corso da più di due anni che non siano ancora giunti a una sentenza per reati con pene massime di 10 anni, coinvolgendo l'1% di un totale di 3 milioni e 300 mila processi ma includendo due dei più importanti: il processo Mills (corruzione giudiziaria) e quello Mediaset (frode fiscale, al momento bloccato per legittimo impedimento). Ora le ipotesi al vaglio nella linea concordata durante il vertice sono un ammorbidimento sulla norma transitoria, controbilanciato dal posizionamento di piccoli trick da innescare per portare i tempi oltre la soglia della prescrizione, trasformando di fatto il processo breve in un processo allungato. BERSANI intanto afferma che l'intesa con Fli non ci sarà mai sulla norma transitoria, mentre per DI PIETRO questa situazione è cartina tornasole del modus operandi futuro della maggioranza riassettata su nuovi equilibri. Riscende in campo anche Famiglia Cristiana, per la quale la riforma giudiziaria è una falsa priorità. Intanto per il 14 dicembre è prevista la sentenza sul processo Mills.
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