mercoledì 15 settembre 2010

Ottimismo e fiducia/pessimismo e fastidio.



L'obiettivo: 316 deputati, la quota dell'autosufficienza. 296 deputati: la somma di PdL e Lega. Mancano dunque 20 consensi in più per poter votare la fiducia al Governo con la maggioranza pulita, il 28 settembre, senza necessitare dell'apporto dei finiani. Ed è proprio su questi 20 che in Parlamento si sta giocando la campagna acquisti, portata avanti dal Segretario del Partito Repubblicano NUCARA coaudiuvato da FITTO
Un vero e proprio rastrellamento di voti in cambio di favori per arrivare a un gruppo misto, una chimera che per la berlusconiana magia dei nomi diventa un Gruppo di Responsabilità Nazionale e che assume significato su tre fronti: far comprendere a FINI e ai suoi di non essere indispensabili, fare pressione su CASINI (che lascia gli Esteri ed entra oggi nella Commissione Giustizia, suo nuovo terreno di battaglia) per pensare bene da che parte stare e agli incerti perché assumano una posizione netta e definire una volta per tutte la posizione dei Deputati indecisi. Lo stesso NUCARA però si dice pessimista a riguardo della riuscita di questo progetto, visti i primi risultati: per ora sono presenti all'appello 2 Repubblicani, 5 di NoiSud, 3 Liberaldemocratici, adesioni che hanno causato all'interno dei gruppi la polarizzazione della contrarietà a questa iniziativa. Dicono un "no" secco UDC e le autonomie linguistiche, mentre rimangono fuori pur promettendo il voto di fiducia 5 di MpA. L'operazione di rastrellamento invece riceve il plauso di NAPOLITANO, da Salerno, perché indica l'obiettivo della stabilità di governo, mentre i leghisti faticano a ingoiare il boccone di tanta apertura a Sud, criticando una maggioranza che deve elemosinare voti; fa eco lo stesso FELTRI, che definisce il Gruppo di Responsabilità Nazionale un "gruppo di soccorso".


Intanto nel campo del PD, sempre a proposito di stabilità e consensi, si svolge il vertice del coordinamento nazionale, per definire il programma con cui l'opposizione si presenterà. Tutte le star, da VELTRONI a D'ALEMA passando per FRANCESCHINI, sono soddisfatte della centralità data al programma; non ci saranno "sante alleanze" da realpolitik, anche se nelle battute finali VELTRONI lamenta l'assenza di uno spirito riformista, essenziale a evitare l'impresa disperata della raccolta di voti, e contesta il tatticismo di BERSANI e la sua intenzione di allargarsi al Centro verso l'UDC, in un Ulivo molto funzionale ma poco utile. 

0 commenti: